lunedì 8 agosto 2016

I lavori di ammodernamento del depuratore di Brugherio proseguono

Sabato 6 agosto, alla presenza di un nutrito gruppo di cittadini, in gran parte rappresentanti del Comitato del quartiere San Rocco di Monza e dell'associazionismo locale e di alcuni amministratori (pochi), si è tenuto un incontro presso il depuratore di Monza. A  spiegare i lavori di ammodernamento in atto sono stati i tecnici e il Presidente Enrico Boerci di Brianzacque, gestore dell'impianto, che alla luce del completamento della coperura della prima vasca di sedimenazione hanno colto l'occasione per indire un momento pubblico per spiegare alla stampa e ai cittadini lo stato dell'arte.

Il depuratore San Rocco di Monza è, infatti, da molto tempo il grande problema del fiume Lambro. Uno dei primi impianti realizzati in Lombardia, fino a ieri era un impianto insufficiente a gestire i carichi in ingresso e con tecnologie obsolete. Gli interventi in realizzazione dovrebbero permettere, come spiegato dai tecnici, di contenere le esalazioni a beneficio degli abitanti del quartiere San Rocco e di migliorare gli abbattimenti del carico organico (azoto), tali da garantire il rispetto dei limiti tabellari all'impianto. 

Non cambia la capacità del depuratore, 650.000 ab/eq, ma le sue prestazioni. Come detto, in questa prima fase verranno realizzate le coperture delle vasche di sedimentazione primarie e collegamento ad un nuovo biofiltro a lapillo lavico per il trattamento dell’aria aspirata dalle due coperture delle vasche. 
A seguire verrà completato il miglioramento delle vasche e dei processi di ossidazione biologica, cuore dell'impianto. Il tutto entro la fine dell'estate del 2016.

E da allora dovremmo vedere i reali effetti sul corpo recettore, il fiume Lambro.














venerdì 5 agosto 2016

Concessioni idriche, bandiera nera per il mancato rinnovo


Per i criteri delle gare bisognerà probabilmente attendere l’esito del referendum sulla riforma costituzionale, ma intanto l’attuale stallo costa al ministero dello Sviluppo economico, il Mise, la tirata d’orecchie di Legambiente.


Il giudizio negativo dell’associazione ambientalista arriva alla partenza della XV edizione della Carovana delle Alpi, la campagna d’informazione e promozione della montagna. La mancanza del Mise, secondo Legambiente espone il Paese alle sanzioni comunitarie e ritarda gli investimenti necessari a rendere più efficiente, sostenibile e sicuro un sistema di produzione energetico strategico, ma regolato da accordi obsoleti.
«Tra le regioni coinvolte la Lombardia non fa purtroppo eccezione. Vi sussistono 14 concessioni idroelettriche attualmente scadute e 2 in scadenza alla fine del 2016, su 71 complessivamente già assegnate - spiega Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia -. Si tratta di un’attività strategica per il suo contributo all’approvvigionamento della rete elettrica con energia ottenuta da una fonte rinnovabile, ma è necessario che sia regolamentata in maniera rigorosa. Grazie a questo limbo normativo, molti storici concessionari continuano a ricavare profitti dall’utilizzo di acque montane attraverso un sistema che potrebbe essere più efficiente. Il mancato rinnovo delle concessioni, infatti, limita gli investimenti per la modernizzazione degli impianti, che si traduce in perdite anche fino al 30% della potenzialità produttiva».
La riapertura delle gare internazionali per il rinnovo delle concessioni di derivazione, la cui competenza spetta al ministero delle Infrastrutture, dovrebbe rappresentare un’occasione anche di ridiscussione delle compensazioni ambientali a favore dei territori coinvolti. Un tema particolarmente sentito in provincia di Sondrio che da sola produce il 53% del totale lombardo e l’11% di quello nazionale e che da tempo chiede di essere protagonista del processo.t

Fonte: La Provincia di Sondrio

giovedì 4 agosto 2016

CAROVANA DELLE ALPI 2016 Bandiera nera al Ministero dello Sviluppo Economico per il mancato rinnovo delle concessioni idriche

MILANO, 4 AGOSTO 2016                                                                                 COMUNICATO STAMPA
Legambiente: “Un ritardo che si ripercuote sugli investimenti per l'efficienza degli impianti e che espone l'Italia a sanzioni europee"
Nel comasco bandiera nera per il collegamento da Plesio a Dongo
Premiata con la bandiera verde la tramvia elettrica della Valle Seriana nel bergamasco

Torna come ogni anno “Carovana delle Alpi”, la campagna d'informazione e promozione della montagna, giunta alla XV edizione. Da luglio a ottobre i circoli di Legambiente organizzano escursioni e incontri, dialogano con cittadini, forze economiche e istituzioni per stimolare una discussione costruttiva verso uno sviluppo sostenibile per il territorio alpino, un ecosistema fragile, minacciato troppo spesso da uno sfruttamento smodato. Nell'ambito della Carovana delle Alpi vengono anche assegnate bandiere verdi a Comuni o progetti virtuosi riscontrati nelle aree montane o, al contrario, bandiere nere per denunciare comportamenti negativi e mala gestione delle risorse.
Quest’anno Legambiente ha deciso di assegnare la bandiera nera al Ministero dello Sviluppo Economico, per il mancato rinnovo tramite gara delle grandi concessioni idriche per uso idroelettrico scadute, che espongono il Paese alle sanzioni comunitarie e ritardano gli investimenti necessari a rendere più efficiente, sostenibile e sicuro un sistema di produzione energetica strategico, ma regolato da accordi obsoleti.
“Tra le regioni coinvolte la Lombardia non fa purtroppo eccezione, anzi, vi sussistono 14 concessioni idroelettriche attualmente scadute e 2 in scadenza alla fine del 2016, su 71 complessivamente già assegnate  spiega Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Si tratta di un’attività strategica per il suo contributo all'approvvigionamento della rete elettrica con energia ottenuta da una fonte rinnovabile, ma è necessario che sia regolamentata in maniera rigorosa. Grazie a questo limbo normativo, molti storici concessionari continuano a ricavare profitti dall'utilizzo di acque montane attraverso un sistema che potrebbe essere più efficiente. Il mancato rinnovo delle concessioni, infatti, limita gli investimenti per la modernizzazione degli impianti, che si traduce in perdite anche fino al 30% della potenzialità produttiva”.
La riapertura delle gare internazionali per il rinnovo delle concessioni di derivazione, la cui competenza spetta al MISE, dovrebbe rappresentare un’occasione anche di ridiscussione delle compensazioni ambientali a favore dei territori coinvolti. Questo stallo, tra l’altro, espone l’Italia a sanzioni europee. Il 26 settembre 2013, la Commissione Europea per il Mercato Interno ha avviato una procedura d’infrazione nei confronti dell'Italia per la reiterata emanazione di decreti di proroga temporanea delle concessioni idroelettriche ormai scadute, con l'effetto, secondo quanto denunciato dalla Commissione, di ritardare l'espletamento delle procedure di gara per la riassegnazione. Occorre sempre considerare che nello sfruttamento energetico dei bacini idrici delle nostre montagne, aggravato anche dalle numerose e devastanti concessioni del mini-idroelettrico, non pesano solo parametri di redditività economica, ma anche di accettabilità sociale e di sostenibilità ambientale, per la sottrazione di territori e di pascoli ad opera dei grandi invasi.

Le Bandiere assegnate da Legambiente Lombardia
Giudizio negativo dell’associazione alla Provincia di Como e ai Comuni di Plesio e San Siro per il collegamento intervallivo da Plesio a Dongo, nel comasco, con la motivazione di aver sottoscritto l'Accordo di Programma per una connessione stradale che prevede l'utilizzo della strada agro-silvo-pastorale anche come viabilità alternativa alla SS340 Regina e di averne realizzato il primo lotto Plesio-Carcente senza averne chiarito la sua definitiva funzione. La Regione Lombardia nell’aprile del 2010 aveva escluso l'opera dalla VIA e dalla Valutazione di assoggettabilità, adducendo motivazioni riguardanti la funzione prioritariamente pedonale e per soli mezzi autorizzati della strada agro-silvo-pastorale, ma nel 2015 i lavori sono iniziati. I risultati si sono fatti presto sentire: due movimenti franosi hanno provocato l’interruzione del collegamento tra Breglia e Carcente, con la mulattiera preclusa per mesi anche ai pedoni. Legambiente sottolinea la necessità di rivedere urgentemente l’accordo di programma con il coinvolgimento di tutte le realtà territoriali, affinché sia chiaramente definita la destinazione d’uso di una strada che non può considerarsi un’alternativa trafficabile alla statale Regina.
La Bandiera verde, invece, viene assegnata a Tramvie Elettriche Bergamasche S.p.a per la capacità di promuovere con successo una mobilità sostenibile ad efficiente sotto il profilo ambientale, collegando città e montagna grazie al Tram delle Valli. Con questa bandiera verde Legambiente intende riconoscere il positivo risvolto ambientale della scelta strategica operata negli anni da TEB di creare un efficiente sistema di trasporto su rotaia, che ha permesso di avvicinare la Valle Seriana alla città, arrivando a trasportare circa 3,5 milioni di viaggiatori nel 2015 e consentendo a persone di tutte le fasce d’età e categorie sociali di spostarsi in maniera ecologica ed efficiente, abbandonando di fatto l’automobile. La tramvia, dunque, rappresenta un buon esempio della possibilità da parte degli enti pubblici di realizzare obiettivi importanti per i piccoli comuni, creando occasioni di rigenerazione del tessuto sociale, economico e produttivo attraverso infrastrutture che non impattano sul territorio, ma che sono socialmente molto accessibili. L’auspicio dell’associazione è che presto si possa concretizzare l’estensione del servizio anche alle altre valli bergamasche.

Al seguente link è scaricabile il dossier completo di “Caravona delle Alpi 2016”: http://www.legambiente.it/contenuti/articoli/carovana-delle-alpi-2016


Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Silvia Valenti
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Carovana delle Alpi 2016 di Legambiente assegna undici bandiere verdi e otto nere in tutto l’arco alpino

     

Roma, 4 agosto 2016                                                                          Comunicato stampa


Aumentano le realtà virtuose che valorizzano la montagna con pratiche ecosostenibili, ma i “pirati” della montagna continuano a fare razzie nel patrimonio culturale, paesaggistico e architettonico


Anche quest’anno la Carovana delle Alpi di Legambiente mostra lo stato di salute dell’arco alpino e, in questa edizione 2016, assegna undici bandiere verdi per le situazioni più virtuose di gestione del territorio ed otto nere a quelle peggiori. Un risultato che, nel bene e nel male, conferma le tendenze degli anni passati. Si assiste, da un lato, ad un incremento di buone pratiche che spaziano dall'economia circolare al coinvolgimento associativo, alla creatività dei singoli fino all'impegno appassionato di alcuni rappresentanti delle istituzioni e, dall’altro, ad una reiterata aggressione all'ambiente da parte dei “pirati” della montagna che causano danni del patrimonio culturale, paesaggistico e architettonico.

Delle undici bandiere verdi, ben tre sono state assegnate al Piemonte, due alla Valle D’Aosta e al Friuli Venezia Giulia, una alla Lombardia, al Veneto, all’Alto Adige e al Trentino. Per quanto riguarda le bandiere nere, quest’anno Legambiente ha assegnato il primo e più “pesante” vessillo al Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) per il mancato rinnovo, tramite gara, delle grandi concessioni idriche per uso idroelettrico scadute, che espongono l’Italia a sanzioni comunitarie. Tra l’altro le norme europee sulla concorrenza sono molto chiare in materia, vietando i rinnovi automatici. Per questo Legambiente chiede al Mise di definire regole innovative e chiare per un patto di convivenza che ponga una particolare attenzione all'ecosistema fiume e ai territori coinvolti. Bandiere nere anche al Piemonte (2), la Valle D’Aosta (1), la Lombardia (1), l’Alto Adige (1) e il Friuli Venezia Giulia (2).

“Nelle aree montane – dichiara Rossella Muroni, presidente nazionale Legambiente – assistiamo ormai alla diffusione di buone pratiche che si espandono “a macchia di leopardo”. Si tratta di esperienze virtuose di economia circolare, di gestione collettiva e cura del patrimonio naturale che fanno bene al Paese e che meritano di essere messe in rete e replicate. Ma per far ciò è importante che questo cambiamento, già in atto in molti territori alpini e che ha per protagonisti sempre più cittadini e amministrazioni, sia accompagnato da una politica condivisa e unita che punti al rilancio delle aree montane, da politiche di intervento innovative e da una visione più ampia e lungimirante dello sviluppo imprenditoriale montano basata sulla valorizzazione della natura e sul protagonismo delle comunità locali”.

BANDIERE VERDI – Quest’anno la regione ad ottenere più bandiere verdi è il Piemonte grazie al lavoro di realtà virtuose: il Comitato dell’Amministrazione Separata dei Beni di Uso Civico frazionale di Andonno – Valdieri (CN), è esempio virtuoso e innovativo di gestione dei beni collettivi. Si tratta dell’unica realtà operativa in Piemonte nell’amministrazione degli antichi demani collettivi. Il Comando regionale piemontese del Corpo Forestale dello Stato che si è distinto per l’eccellente lavoro svolto nel contrasto all’illegalità ambientale su tutto il territorio piemontese con una particolare attenzione alle aree montane. Il progetto “GERMINALE – Agricoltura di Comunità in Valle Stura” che ha avviato un importante percorso di agricoltura di comunità in Valle Stura (CN).

Le bandiere verdi sventolano anche in Valle d’Aosta, dove Legambiente premia quest’anno il Gruppo spontaneo di residenti e frequentatori della Valgrisenche per l’opposizione intelligente alla pratica dell’eliski, e la capacità di interlocuzione con l’Amministrazione locale. E l’Unité des Communes Valdôtaines Evançon, Consorzio Turistico Val d’Ayas e 31 operatori turistici della vallata per l’idea e la realizzazione dell’anello escursionistico Monte Rosa Rando’ e la capacità di attivare sinergie per lo sviluppo sostenibile del territorio.

Bandiere verdi anche al TEB - Tramvie Elettriche Bergamasche S.P.A. in Lombardia per la quotidiana ed efficiente gestione del Tram delle Valli della Val Seriana e la capacità di collegare città e montagna nell’ottica del suo prolungamento verso nuovi comuni della Valle; al Corpo Forestale dello Stato operante in Lessinia e Trentino, Guardiaparco del Parco Regionale Naturale della Lessinia e Polizia Provinciale di Verona in Veneto per aver mantenuto, da ormai quattro anni, un continuo servizio di monitoraggio e di controllo dell’evoluzione della popolazione del lupo in Lessinia, pur in una situazione di ostilità nei confronti del carnivoro e pur nei ritardi con cui il progetto Wolfalps è stato gestito in Veneto; al progetto Biogas Wipptal, iniziativa di 63 allevatori nell’Alta Val d'Isarco in Alto Adige per l’esempio concreto e innovativo di green economy utile per combattere i cambiamenti climatici e praticare l’economia circolare attraverso le rinnovabili e il riciclaggio e alla società BioEnergia in Trentino per la buona gestione del Biodigestore di Cadino (Faedo). Due le bandiere verdi in Friuli Venezia Giulia: all’I.S.I.S. “Fermo Solari” di Tolmezzo per l’istituzione di un indirizzo di studi dedicato all’agricoltura di montagna e al Movimento Ambientale “Io amo Resia con i fatti” per l’esempio di volontariato attivo nella manutenzione del territorio.

“Anche quest’anno Caravona delle Alpi 2016 - afferma Vanda Bonardo, Responsabile Alpi di Legambiente – mostra un panorama a luci ed ombre. Da una parte si vanno affermando o riprendendo forme antiche e al contempo innovative di gestione collettiva e cura del patrimonio naturale (boschivo, a pascolo e agricolo) che valorizzano la montagna. Si tratta di espressioni di una nuova qualità culturale che si stanno delineando laddove si riesce a comprendere il valore di beni naturali come biodiversità e patrimonio naturale per tradurli poi in buoni esempi di economia civile. Al contrario, le situazioni di aggressione all'ambiente, alle quali assegniamo le bandiere nere, denotano una mentalità individualista e al contempo obsoleta ma dura a morire. Bisognerebbe incominciare a pensare alle “bandiere dell'indolenza” da assegnare a coloro che gestiscono la cosa pubblica senza passione e con poco senso del dovere, favorendo così situazioni di disagio, di mancata crescita, oltre che di opportunismo”.

BANDIERE NERE - Tra le otto bandiere nere spicca quest’anno quella assegnata al Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) per il mancato rinnovo tramite gara delle grandi concessioni idriche per uso idroelettrico scadute, che espongono il Paese a sanzioni comunitarie e ritardano gli investimenti necessari a rendere più efficiente e sostenibile un sistema di produzione energetica strategico, ma delicatissimo in una prospettiva di cambiamenti climatici. Ed ancora, in Valle d’Aosta bandiera nera al Comune di Issime e Giunta Regionale della Valle d’Aosta per la riproposizione del progetto di valorizzazione e urbanizzazione del Vallone di San Grato, nel Comune di Issime, già bocciato nel 2010. Due le bandiere nere in Piemonte: a Ditte e Amministrazioni promotrici della pratica dell’Eliski e dell’utilizzo ludico degli elicotteri in montagna per la promozione di una pratica che, a fronte del vantaggio di pochissimi operatori, si rivela dannosa per chi vive in montagna e per chi vi si reca per praticare attività turistiche sostenibili, per la sicurezza della montagna oltre che pericolosa per la vita della fauna selvatica alpina e all’Assessorato Energia, Attività produttive, Innovazione della Regione per non avere ancora elaborato, così come previsto dalle linee guida ministeriali già dal 2010, il documento di specificazione delle aree inidonee per la realizzazione di qualsiasi tipo di impianto che utilizza fonti rinnovabili, consentendo invece uno sviluppo ubiquitario e dannoso di alcune fonti, in particolar modo dell'idroelettrico. Bandiera nera alla Provincia di Como e ai Comuni di Plesio e a San Siro (CO) in Lombardia per aver sottoscritto l'Accordo di Programma per un collegamento intervallivo da Plesio a Dongo che prevede l'utilizzo della strada agro-silvo-pastorale anche come viabilità alternativa alla strada statale Regina e per averne realizzato il primo lotto Breglia-Carcente senza averne verificato l'utilità e l'impatto ambientale; alla Provincia e al Comune di Bolzano in Alto Adige per aver sottoscritto l’accordo di programma riguardante il Piano di Riqualificazione Urbanistica (PRU) che sacrifica uno spazio pubblico per creare un megastore dell’imprenditore René Benko a ridosso della stazione di Bolzano; alla Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia per la conferma del finanziamento del progetto Pramollo e per il progressivo allontanamento dai Comuni montani della gestione e del controllo sulle risorse idriche.

Al seguente link il dossier di “Caravona delle Alpi 2016”: http://www.legambiente.it/contenuti/articoli/carovana-delle-alpi-2016


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mercoledì 13 luglio 2016

Goletta dei Laghi 2016

Oggi si è chiusa ufficialmente a Milano la campagna di monitoraggio Goletta dei Laghi per quanto riguarda le tappe lombarde.



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Dati qualità Garda lombardo

Dati qualità Garda veneto

martedì 12 luglio 2016

Ampliamento degli impianti sciistici a Livigno: il tar accoglie il ricorso di Legambiente

Milano, 12 luglio 2016 Comunicato stampa

"La Vallaccia è salva! Ora la società degli impianti si ritiri, ma non prima di aver ripristinato l’integrità dell’area"

È stata una lunga attesa, considerata anche la complicazione del procedimento amministrativo impugnato, ma alla fine la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale è arrivata. E gli ambientalisti esultano: il TAR Lombardia ha, infatti, accolto il ricorso di Legambiente che contestava la decisione di realizzare un nuovo impianto di risalita con annesse piste nel cuore della Vallaccia, convalle parallela alla valle di Livigno e, finora, incontaminata. La Vallaccia, ammantata di pascoli e prati sul fondovalle, ha conservato intatto il suo antico carattere rurale, ed è protetta sia dal Piano Paesistico della Lombardia che dalla rete europea Natura 2000, in quanto riconosciuta sito naturalistico di interesse comunitario.

La società impianti Mottolino Spa, proponente dell'impianto, ha sempre contrapposto alle ragioni degli ambientalisti - supportate anche dal parere della Soprintendenza – l’argomentazione che non si trattasse di un nuovo impianto ma della ricostruzione di una struttura già esistente. Una tesi che gli ambientalisti, difesi dall'avvocato Franceso Borasi del centro di azione giuridica di Legambiente, hanno sempre contestato: non solo la stazione di partenza della funivia dismessa si trova a ben tre chilometri da quella prevista in Vallaccia, ma tutti gli atti di pianificazione, dal PGT di Livigno, al PTCP della Provincia di Sondrio, fino al Piano Territoriale dell'Alta Valtellina, non contemplano alcun ampliamento del dominio sciabile all'interno della Vallaccia. Le pernici alpine, dunque, possono tornare a nidificare in tutta tranquillità lungo il versante nord della Vallaccia, nessuna pista da sci è prevista, né consentita lungo il crinale.

"Siamo soddisfatti di questa conclusione di un contenzioso che dura da troppo tempo - dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia - il TAR si è pronunciato in modo inappuntabile e lineare. La natura e l'agricoltura devono tornare ad essere padroni della Vallaccia, insieme a forme di turismo sostenibile che sappiano apprezzare l'esclusività di questa valle, unica nel suo genere nel panorama delle Alpi lombarde. Ora alla società degli impianti chiediamo di ritirarsi definitivamente, ma non prima di aver ripristinato l'integrità dei luoghi".

La sentenza del TAR Lombardia è importante anche perché ha ristabilito un principio di certezza del diritto: gli amministratori di Livigno e della Comunità Montana, infatti, di fronte all'impossibilità di chiudere la Conferenza di Servizi per autorizzare l'impianto per i troppi motivi ostativi legati alla pianificazione paesaggistica e alle direttive comunitarie, avevano addirittura coinvolto il Consiglio dei Ministri, il quale, con un provvedimento di alta amministrazione aveva ritenuto di superare l'impasse e autorizzare le opere. Il TAR ha messo la parola fine: la procedura intrapresa è contemplata dalla legge per velocizzare provvedimenti, ma l'atto che ne consegue non può essere discrezionale, quindi in nessun caso può agire contro le norme vigenti, specie se in assenza di una motivazione adeguata e tecnicamente supportata.


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Ambiente: traffico illecito di fanghi, 6 arrestati in Lombaria

Roma, 12 luglio 2016                                                                              Comunicato stampa


Legambiente: "Lo smaltimento illegale dei rifiuti rimane un'emergenza nazionale.
Dopo la legge sugli ecoreati, per rendere più incisivo il contrasto all'illegalità ambientale, si attivi un'azione di formazione che coinvolga tutti gli attori
e si istituisca una grande polizia ambientale che metta a sistema le migliori esperienze già in campo"


"Ancora una volta, grazie al delitto di attività organizzata per il traffico illecito dei rifiuti approvato nel 2001 e al prezioso lavoro dei Carabinieri per la tutela dell'Ambiente, oggi è stato possibile sgominare un imponente smaltimento illegale di rifiuti in Lombardia. Gli arresti di questa mattina dimostrano tra l'altro come il ciclo illegale dei rifiuti rimanga uno dei settori prediletti dalla criminalità ambientale, un fenomeno diffuso anche al Nord Italia e uno dei più pericolosi in grado di danneggiare i territori, la salute dei cittadini e le imprese serie. Ora grazie alla nuova legge che introduce i delitti ambientali nel codice penale, approvata nel maggio del 2015, si può punire chi inquina e rendere più incisiva l'azione di prevenzione e contrasto dell'illegalità ambientale. Ma per una corretta e migliore applicazione di questa legge, è importante mettere in campo un'azione di formazione che coinvolga tutti gli attori del sistema di repressione dei reati ambientali, dai magistrati alle forze dell'ordine e ai tecnici dell'Arpa, e procedere alla costituzione di una grande polizia ambientale sempre più strutturata e diffusa sul territorio che faccia tesoro delle migliori esperienze maturate dall'Arma dei carabinieri e dal Corpo forestale dello Stato negli ultimi decenni. Inoltre è fondamentale approvare in tempi brevi i decreti attuativi della legge sulle agenzie ambientali. Solo così si potrà stroncare il fenomeno della criminalità ambientale attiva in tutto il Paese", così dichiara Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente

Quella dello smaltimento illegale dei fanghi in agricoltura è una vera piaga per la Lombardia: sono destinati all'agricoltura quasi metà delle oltre 800.000 tonnellate di fanghi prodotte dai depuratori lombardi e altre 400.000 tonnellate sono quelle importate da altre regioni. Un grosso business per un comparto che si è sempre opposto, anche per vie legali, ad ogni tentativo di mettere ordine nel settore da parte di Regione Lombardia. Tutto ciò nonostante i problemi e le ricorrenti proteste di cittadini e agricoltori confinanti con gli appezzamenti in cui vengono sparsi i fanghi, a causa degli odori molesti e delle problematiche ambientali che questa attività determina. "Ci conforta sapere che le autorità di polizia svolgono un'azione di controllo, ma siamo sicuri che molte attività illecite sfuggono alle indagini, considerata l'enormità dei quantitativi di liquami smaltiti nei campi coltivati – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Restiamo convinti che i fanghi di depurazione, di qualità controllata e possibilmente sottoposti a trattamenti preventivi di compostaggio, possano e debbano diventare una risorsa per migliorare la fertilità dei suoli coltivati".

Per Legambiente il sistema dei controlli deve essere un'attività trasparente di routine amministrativa senza che ci si affidi solo all'attività della polizia giudiziaria. Per questo è necessario che l'attività di lavorazione dei fanghi si svolga con modalità certe, ad opera di imprese dal curriculum impeccabile: esattamente il contrario di quanto avviene ancora oggi in Lombardia.



Ufficio stampa di Legambiente
Luisa Calderaro
Tel. 0686268353-76

lunedì 11 luglio 2016

Foto del Big Jump 2016

Big jump Olona:










Big jump Ticino:



Big jump Certesa:





Big jump Monza:





Guarda tutte le iniziative:
http://www.legambientepiemonte.it/campagne-iniziative/big-jump-2016/

Articoli:
http://www.varesereport.it/2016/07/07/malnate-torna-il-big-jump-di-legambiente-un-tuffo-per-salvare-lolona/
http://www.varesenews.it/2016/07/torna-il-big-jump-di-legambiente-ai-mulini-di-gurone/534293/
http://www.laprovinciadivarese.it/stories/varese-provincia/fiume-olona-torna-il-big-jump_1191360_11/
http://www.mbnews.it/2016/07/legambiente-visita-guidata-fiume-lambro/
http://www.comocity.it/big-jump-10-luglio-un-tuffo-per-chiedere-acque-pulite/
http://www.ilgiorno.it/pavia/ticino-big-jump-1.2335258
http://www.ilgiorno.it/varese/olona-big-jump-1.2334001
http://www.valleolona.com/notiziario/2016/201607/160711_valle_bigjump.html





Foto del Big Jump 2016

Big jump Olona:










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Articoli:
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http://www.varesenews.it/2016/07/torna-il-big-jump-di-legambiente-ai-mulini-di-gurone/534293/
http://www.laprovinciadivarese.it/stories/varese-provincia/fiume-olona-torna-il-big-jump_1191360_11/
http://www.mbnews.it/2016/07/legambiente-visita-guidata-fiume-lambro/
http://www.comocity.it/big-jump-10-luglio-un-tuffo-per-chiedere-acque-pulite/
http://www.ilgiorno.it/pavia/ticino-big-jump-1.2335258
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