mercoledì 22 marzo 2017

22 Marzo Giornata Mondiale dell'Acqua - LOMBARDIA A RISCHIO SICCITA’: SITUAZIONE MOLTO CRITICA SU ALPI E PREALPI PER LE RISERVE IDRICHE

MILANO, 22 MARZO 2017                                                                     COMUNICATO STAMPA



Nei bacini di Adda e Oglio all'inizio della stagione irrigua si registra un deficit di 600 milioni di metri cubi d'acqua. Legambiente: “La pioggia non risolverà la situazione. Fiumi e campi rischiano di restare a secco senza investimenti mirati all’efficientamento della gestione delle acque”.

Le piogge che interesseranno la Lombardia e le sue montagne da oggi e nei prossimi giorni, seppur nelle previsioni di scarsa entità, potrebbero essere l'ultima speranza prima di essere costretti a segnalare il default idrico della Lombardia centrale, quella che riceve la gran parte delle sue acque irrigue dai bacini montani dell'Adda e dell'Oglio. A causa di un inverno molto avaro di precipitazioni, la regione si ritrova a dover fare i conti da un lato in pianura con una concentrazione di smog allarmante, con una media di 61 microg/mc a Milano, oltre il 50% più alta del consentito per 45 giornate di superamento dei limiti dall'inizio dell'anno; dall’altro in valle con una mancanza sensibile di riserve idriche legata alla scarsità di neve accumulata, preziosa risorsa durante il disgelo per i laghi e i fiumi che scorrono verso la pianura.

«Nella ricorrenza della Giornata Mondiale dell'Acqua torniamo a sollevare l’allarme sul cambiamento climatico. - dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia - Le danze della pioggia non possono più bastare per gestire questa imprevedibilità stagionale. Occorre sviluppare strategie di adattamento, soprattutto per quanto riguarda i fabbisogni idrici delle colture, destinando i finanziamenti europei della PAC a favore d’investimenti mirati all’efficienza nella gestione delle acque. Altrimenti a fare le spese delle siccità saranno gli agricoltori e gli ambienti fluviali, sempre più stressati dall'eccessivo prelievo idrico nelle stagioni irrigue».

A preoccupare maggiormente è il bacino più grande della Lombardia: il fiume Adda. Secondo i dati resi noti oggi dagli Enti Regolatori dei Grandi Laghi sulle montagne si stima una quantità di neve pari a 550 milioni di metri cubi, quando in questo periodo la media degli ultimi anni è molto più alta, intorno ai 950 milioni di metri cubi. Addirittura peggiore è il dato riguardante gli invasi idroelettrici: su una capacità teorica di oltre 500 milioni di metri cubi, le dighe montane al momento trattengono solo 70 milioni di metri cubi d'acqua.

Nemmeno la scorta del lago di Como può essere ritenuta una garanzia sul lungo periodo: al momento l'acqua che il Lario può gestire attraverso la sua regolazione alla diga di Olginate conta poco più di 50 milioni di metri cubi, mentre in questo periodo normalmente ce ne sono circa 70 milioni. Il totale di riserva idrica calcolata è di 660 milioni di metri cubi, che devono rifornire i fiumi da qui fino all'estate insieme alle precipitazioni naturali. Il deficit, rispetto alla media di 1100 milioni di metri cubi, è di ben 440 milioni. Le piogge dei prossimi giorni potranno solo alleviare il problema, ma difficilmente si rientrerà nei valori medi.

Del tutto simile è anche la situazione del bacino dell'Oglio dove, a fronte di una media del periodo di 350 milioni di metri cubi, stimata sulla base delle riserve del lago di Iseo, l’accumulo di neve e gli invasi idroelettrici camuni, le ultime rilevazioni di ARPA Lombardia segnalano la disponibilità di 200 milioni di metri cubi d'acqua: dunque un 'buco' di 150 milioni di mc. Migliore è invece la situazione per i bacini del Ticino e del Mincio, che possono contare su maggiori capacità di raccolta da parte dei laghi Maggiore e Garda, ad oggi in linea con le medie stagionali.


Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Silvia Valenti

Cell. 3498172191

Tel. 02 87386480

martedì 21 marzo 2017

Domani 22 Marzo ricorre la Giornata Mondiale dell’Acqua

MILANO, 21 MARZO 2017                                                                                       COMUNICATO STAMPA


IN LOMBARDIA ALTO IL RISCHIO SICCITA’: CORPI IDRICI IN SOFFERENZA A CAUSA DI FLUSSI SCARSI E INQUINAMENTO

Legambiente: “Chiediamo più chiarezza e dati più tempestivi sulle prestazioni degli impianti di depurazione"
Complice un inverno secco e una primavera anticipata, il tema dell’indisponibilità di risorse idriche facilmente reperibili e utilizzabili si fa sempre più pressante, con il rischio di un ulteriore aumento dei periodi siccitosi nei prossimi  decenni ed in particolare nei mesi estivi. Per questo diventano prioritarie le misure previste per il riequilibrio del bilancio idrico, a partire dall’incremento dell’efficienza dei consumi e l’aumento della resilienza all’assenza di acqua.
Risulta fondamentale e strategico avere nel proprio territorio acque superficiali e sotterranee di buona qualità e di sicura quantità. Eppure in Lombardia, dei 679 corpi idrici fluviali, definiti dal PTUA (Piano di Tutela delle Acque 2015, l’ultimo disponibile) ben il 72% hanno stato ecologico inferiore a buono (o non noto) per un totale di 488 corpi idrici. Anche dal punto di vista chimico, la situazione si presenta critica, con il 30% dei corpi idrici in stato non buono o non noto, per un totale di 193 corpi idrici (vd. Schema1).
Relativamente ai laghi si rileva che su 54 corpi idrici lacustri, 27 corpi idrici presentano uno stato ecologico elevato o buono corrispondenti al 50% del numero totale di corpi idrici. Per quanto attiene lo stato chimico, 35 corpi idrici lacustri si presentano in buono stato (pari al 72% dei corpi idrici lacustri). Infine, per quanto riguarda i corpi idrici sotterranei, i forzieri della nostra acqua, si rileva che soltanto il 23% degli acquiferi della Lombardia ha raggiunto uno stato chimico buono, mentre a livello quantitativo la situazione è buona per l’83% di essi.
«Sebbene il Piano di Tutela riguardo alla qualità delle acque persegua obiettivi ragionevoli di riqualificazione in tempi congrui agli interventi da attuare per la prevenzione delle immissioni da scarichi di reflui non depurati o da picchi di portata non gestibili dalle reti di collettamento - ricorda Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia - non è ammissibile che i dati resi disponibili da Regione Lombardia siano aggiornati con tale lentezza. Chiediamo più trasparenza sulle prestazioni degli impianti di depurazione, che ancora ad oggi sono pubblicati solo un anno dopo il monitoraggio di ARPA e pertanto non delineano in modo efficace il quadro attuale dello stato di salute delle acque lombarde».
Nel Piano di Tutela sono evidenziati come obiettivi dei prossimi anni la promozione dell’uso razionale e sostenibile delle risorse idriche, con priorità per quelle potabili; la garanzia di acqua di qualità, in quantità adeguata al fabbisogno e a costi sostenibili per gli utenti; il recupero e la salvaguardia delle caratteristiche ambientali degli ambienti acquatici e delle fasce di pertinenza dei corpi idrici; la promozione dell’aumento della fruibilità degli ambienti acquatici, nonché l’attuazione di progetti e buone pratiche gestionali rivolte al ripristino o al mantenimento dei servizi ecosistemici dei corpi idrici; il ripristino e la tutela di un buono stato idromorfologico dei corpi idrici, contemperando la salvaguardia e la ricostituzione della loro qualità con la prevenzione dei dissesti idrogeologici e delle alluvioni. 

Schema1: Stato ecologico dei corpi idrici fluviali in Lombardia

Fonte: ARPA Lombardia
Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Silvia Valenti
Cell. 3498172191
Tel. 02 87386480

Earth hour a San Giuliano Milanese


giovedì 16 marzo 2017

Acqua è vita, dignità, diritto


Fil bleu. Un progetto per unire


Analisi economiche per le strategie di gestione delle acque reflue


Conoscere per decidere consapevolmente

che si terrà

Lunedì 20 Marzo 2017 ore 10.00
presso l'Università Bocconi
Via Rontgen, 1 - Milano
Sala AS-01 (piano -2)

L'accesso al Convegno è gratuito, previa registrazione: www.unibocconi.it/eventi

Un futuro per la biodiversità